{"id":468,"date":"2022-08-03T18:17:24","date_gmt":"2022-08-03T18:17:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.arkete.it\/?page_id=468"},"modified":"2022-09-03T18:38:10","modified_gmt":"2022-09-03T18:38:10","slug":"prefazione","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.arkete.it\/?page_id=468","title":{"rendered":"Prefazione"},"content":{"rendered":"\n<p><strong><em>Paolo Piccari<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>  La democrazia sembra oggi attraversare una crisi profonda, i cui esiti sono tutt\u2019altro che prevedibili. \u00c8 perci\u00f2 lecito chiedersi se essa sopravvivr\u00e0 nella forma a noi familiare o se invece evolver\u00e0 in nuovi modi di governo. Per la prima volta nella storia dell\u2019umanit\u00e0 c\u2019\u00e8 un\u2019unica forma di Stato dominante, la repubblica democratica, costituzionale e rappresentativa. Tuttavia il reale potere di autogoverno dei popoli ha subito un forte ridimensionamento, poich\u00e9 i processi decisionali si svolgono spesso in ambiti distanti e inaccessibili, mentre i processi di globalizzazione sottraggono spazio alla possibilit\u00e0 di scelte autenticamente democratiche.<br>  La democrazia, che \u00e8 la voce del <em>demos<\/em>, crea determinate istituzioni, la cui legittimit\u00e0 dipende dal popolo sovrano, per controllare il governo e consentire di cambiarlo pacificamente. Un deficit di controllo dei processi decisionali e di legittimit\u00e0 delle istituzioni in essi coinvolte determina la crisi del sistema democratico, che \u00e8 poi anche il riflesso della crisi dello Stato-nazione. Infatti, se all\u2019interno degli Stati-nazione la democrazia si \u00e8 rivelata un\u2019eccellente soluzione al problema della forma di governo, a livello internazionale o multinazionale essa invece perde la sua forza: nuove forze economiche e sociali, che sfruttano le enormi potenzialit\u00e0 delle tecnologie dell\u2019informazione e della comunicazione, tendono ad eludere il controllo delle istituzioni democratiche.<br>  Come pu\u00f2, dunque, la democrazia mantenere la sua forza in un mondo sempre pi\u00f9 globalizzato, in cui molte decisioni sono assunte al di fuori dei tradizionali meccanismi democratici di decisione? La democrazia ha bisogno di un\u2019unit\u00e0 politica, ben circoscritta, al cui interno essa possa essere pienamente esercitata: questa unit\u00e0 politica \u00e8 stata finora offerta dallo Stato-nazione. Gli Stati-nazione per\u00f2 s\u2019indeboliscono, mentre molti poteri abbandonano il tradizionale spazio della democrazia, migrando verso organizzazioni governative e non governative e <em>corporations<\/em> multinazionali. Un numero crescente di decisioni importanti, sia per quanto concerne l\u2019economia sia per quanto riguarda la difesa e la sicurezza, sono deliberate da organizzazioni non democratiche come le Nazioni Unite, la Commissione europea, il G7, la Nato, la Banca mondiale, il Fondo monetario internazionale, la Banca Centrale Europea, ecc. La disponibilit\u00e0 costante e immediata di informazioni permette alle organizzazioni sovranazionali di aggirare le istituzioni democratiche. Dunque, paralizzata in Europa, scavalcata dalla globalizzazione, piegata dal marketing politico, incagliata sui fondali dell\u2019anarchia dei movimenti di protesta, la \u201cvecchia\u201d democrazia sembra volgere al tramonto per essere sostituita da una \u201cnuova\u201d democrazia.<br>  Gli autori dei saggi raccolti in questo numero, pur da diverse prospettive sia storiche sia teoriche, hanno contribuito a restituire alcune tracce della complessit\u00e0 e della ricchezza dell\u2019attuale dibattito sulla democrazia, mettendone a fuoco alcune importanti questioni storico-filosofiche.<br>  Nel suo contributo, <em>Democrazia, retorica e demagogia. La lezione di Aristotele<\/em>, Anna Maria Jellamo affronta il tema della diverse specie di democrazia in Aristotele, soffermandosi in particolare sulla distinzione tra <em>politeia e demokratia<\/em>, una distinzione che secondo il filosofo greco \u00e8 fondata sulla sovranit\u00e0 delle leggi. \u00c8 proprio alla <em>demokratia<\/em> che Aristotele associa la comparsa del demagogo. L\u2019Autrice osserva che il termine \u201cdemagogo\u201d compare per la prima volta in Tucidide, mentre la prima occorrenza di \u201cdemagogia\u201d \u00e8 riscontrabile in Aristofane gi\u00e0 con una connotazione negativa, che diventa definitiva con Aristotele, il quale collega il demagogo alla retorica intesa come arte di persuadere.<br> <em> In Democrazia e libert\u00e0 nella teoria politica di Alexis de Tocqueville e di Luigi Sturzo<\/em>, a partire dal tema provocatorio del \u201crischio della libert\u00e0\u201d, Flavio Felice si propone di incrociare la dicotomia formale-sostanziale con quella istituzionale-sociale, ricorrendo al contributo di Alexis de Tocqueville e Luigi Sturzo, rispettivamente in relazione al \u201cprincipio di associazione\u201d e a quello di \u201cplurarchia-poliarchia\u201d come espressioni istituzionali in cui si realizza l\u2019esercizio della libert\u00e0. L\u2019autore intende sottolineare il legame tra \u201cpassione\u201d e \u201crischio della libert\u00e0\u201d, rilevando che in una societ\u00e0 aperta il pi\u00f9 grande \u201crischio\u201d che la libert\u00e0 implica la rinuncia degli individui al loro ruolo di cittadini sovrani.<br>  Il contributo di Giulio Alfano, <em>Il liberalismo di Luigi Sturzo<\/em>, \u00e8 dedicato al pensiero politico del sacerdote siciliano, il quale assunse atteggiamenti diversi riguardo al liberalismo: dapprima un rifiuto netto nel periodo giovanile \u201cintransigente\u201d; poi la scoperta nel periodo dell\u2019esilio; infine l\u2019avvicinamento nel terzo periodo, quello che ha inizio con il suo ritorno in Italia nel 1946. Secondo Alfano, Sturzo ha ben presto compreso che il liberalismo ha in s\u00e9 due tendenze: l\u2019una \u00e8 compatibile con lo spirito religioso, giacch\u00e9 \u00e8 sbocciata sull\u2019\u201chumus\u201d cristiano; l\u2019altra \u00e8 radicalmente anticristiana, perch\u00e9 trasforma la laicit\u00e0 in laicismo integralistico.<br>  Nel suo saggio, <em>I limiti della democrazia del consenso e il ruolo dei corpi intermedi dello Stato<\/em>, Alfonso D\u2019Amodio intende analizzare in particolare i limiti della \u201cdemocrazia del consenso\u201d. Partendo dal \u201cparadosso della democrazia\u201d e dalla sua \u201ccrisi\u201d analizza gli aspetti delle \u201cpremesse implicite\u201d della discussione politica e le diverse declinazioni del concetto di libert\u00e0 che, insieme alla riflessione sul ruolo degli organi intermedi statuali, sottolinea il ruolo centrale della \u201cpersona\u201d come \u201canimale politico\u201d e la sua dignit\u00e0, unico vero principio e finalit\u00e0 dell\u2019azione politica.<br>  Scopo del saggio di Luciano Cardinali, <em>I cattolici e la ricostruzione democratica: Maritain e Camaldoli<\/em>, \u00e8 quello di chiarire alcuni aspetti della concezione della democrazia che si \u00e8 sviluppata nel mondo cattolico nel periodo immediatamente successivo alla Seconda Guerra mondiale. In primo luogo, egli si sofferma sulla concezione politica di Maritain, che pone i valori cristiani alla base della corretta forma della democrazia e dello Stato. In secondo luogo, presenta una ricostruzione dell\u2019itinerario dei cattolici italiani nella stesura del \u00abCodice di Camaldoli\u00bb, che \u00e8 servito da ispirazione e guida per la stesura della Costituzione italiana.<br>  Il contributo di Paolo Piccari, <em>Stati e sovranit\u00e0 in Occidente nell\u2019epoca globale<\/em>, \u00e8 dedicato al tema della trasformazione delle forme statuali nel mondo occidentale. Secondo Piccari, la sovranit\u00e0 degli Stati-nazione \u00e8 diventata un tema centrale del dibattito politico proprio mentre essa va progressivamente ridimensionandosi, poich\u00e9 il modello neoliberista dei mercati finanziari non ne riconosce pi\u00f9 la legittimit\u00e0. Ad essa infatti antepone la volont\u00e0 dei <em>decision makers <\/em>delle imprese, piegando princ\u00ecpi giuridici e politici fondamentali (quali, ad esempio, lo stato di diritto, l\u2019uguaglianza, la libert\u00e0, l\u2019inclusione sociale) alle esigenze del mercato globale.<br>  Affrontare con sicurezza il groviglio di temi e problemi emergente dalla riflessione sullo stato di salute della democrazia \u00e8 compito assai arduo. Nonostante la pluralit\u00e0 delle prospettive che contraddistingue l\u2019insieme dei contributi, \u00e8 tuttavia possibile cogliere in questo volume <em>un fil rouge<\/em> in grado di ricomporre i differenti orizzonti d\u2019indagine entro un coerente quadro storico e teoretico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Paolo Piccari La democrazia sembra oggi attraversare una crisi profonda, i cui esiti sono tutt\u2019altro che prevedibili. \u00c8 perci\u00f2 lecito chiedersi se essa sopravvivr\u00e0 nella forma a noi familiare o se invece evolver\u00e0 in nuovi modi di governo. Per la prima volta nella storia dell\u2019umanit\u00e0 c\u2019\u00e8 un\u2019unica forma di Stato dominante, la repubblica democratica, costituzionale e rappresentativa. 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